Le infrastrutture destinate ai ciclisti in Italia comprendono non solo i tracciati fisici — piste, corsie e ciclovie — ma anche un insieme di servizi e dotazioni che rendono praticabile il cicloturismo e gli spostamenti a lunga percorrenza in bicicletta. Questa rete di servizi è ancora in fase di sviluppo, con differenze significative tra le diverse aree geografiche del paese.

Le ciclovie turistiche di interesse nazionale

Il decreto legislativo n. 35 del 2018 ha istituito il sistema delle Ciclovie Turistiche Nazionali, individuando dieci tracciati di interesse strategico che attraversano il territorio italiano. Questi percorsi, denominati collettivamente BicItalia, sono stati selezionati sulla base di criteri di attrattività paesaggistica, connessione con il patrimonio culturale e potenziale di sviluppo del cicloturismo.

Ciclovia Regioni attraversate Caratteristiche principali
VenTo (Venezia–Torino) Veneto, Lombardia, Piemonte Segue il corso del Po e dei canali padani
Ciclovia del Sole Emilia-Romagna, Toscana, Lazio Corrisponde al tracciato EuroVelo 7
Ciclovia dell'Acquedotto Pugliese Basilicata, Puglia Percorre l'infrastruttura storica dell'acquedotto
Ciclovia Tirrenica Liguria, Toscana, Lazio, Campania Costa tirrenica da Ventimiglia a Villa San Giovanni
Ciclovia Adriatica Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia Costa adriatica da Trieste a Santa Maria di Leuca

Le prime ciclovie a ricevere finanziamenti e ad avanzare nella fase di realizzazione sono state VenTo e la Ciclovia del Sole, che sfruttano parzialmente tracciati già esistenti. La realizzazione dei tratti mancanti richiede interventi di varia natura: costruzione di nuove piste, adeguamento di strade secondarie, realizzazione di attraversamenti sicuri sulle arterie di traffico.

Ciclovia Alpe Adria in primavera
La Ciclovia Alpe Adria attraversa paesaggi alpini e prealpini nel tratto italiano. Fonte: Wikimedia Commons, CC BY-SA.

La Ciclovia Alpe Adria

La Ciclovia Alpe Adria (in tedesco Alpe-Adria-Radweg) è uno dei percorsi cicloturistici più frequentati delle Alpi. Il tracciato principale collega Salisburgo a Grado, in Friuli-Venezia Giulia, per una lunghezza totale di circa 415 km. Il tratto italiano, che si estende da Tarvisio fino all'Adriatico, utilizza in gran parte la sede della linea ferroviaria dismessa Pontebbana, trasformata in un percorso asfaltato a traffico esclusivamente non motorizzato.

Il tracciato italiano è caratterizzato da una discesa continua di circa 800 metri di dislivello che lo rende accessibile a ciclisti di diverso livello di preparazione fisica. Le infrastrutture di supporto — punti di ristoro, alloggi convenzionati, ciclofficine — si sono sviluppate nel corso degli anni lungo il percorso, anche grazie al coordinamento tra le amministrazioni locali e le associazioni di cicloturismo.

Servizi per i cicloviaggiatori

Un sistema di ciclovie funzionale richiede infrastrutture di supporto che vadano oltre il semplice tracciato. Tra i servizi considerati essenziali per i cicloviaggiatori figurano:

  • Alloggi bike-friendly: strutture ricettive che dispongono di deposito sicuro per le biciclette, spazi per il lavaggio e l'asciugatura dell'abbigliamento tecnico e, in alcuni casi, attrezzi per la manutenzione ordinaria.
  • Ciclofficine: punti attrezzati per la riparazione, sia gestiti da operatori commerciali che in forma di officine self-service con attrezzi disponibili gratuitamente.
  • Punti di ricarica per biciclette elettriche, che si sono moltiplicati in prossimità delle principali ciclovie e nei centri urbani attraversati dai percorsi.
  • Segnaletica direzionale con indicazione delle distanze e dei servizi disponibili lungo il percorso.

Riferimento europeo

La rete EuroVelo, coordinata dalla European Cyclists' Federation, definisce standard tecnici e di servizio per i percorsi cicloturistici transnazionali. L'Italia è attraversata da diversi itinerari EuroVelo, tra cui l'EV 5 (Via Romea Francigena), l'EV 7 (Sun Route) e l'EV 8 (Mediterranean Route).

Connessioni transfrontaliere

L'Italia partecipa a diversi progetti di connettività ciclabile transfrontaliera, in particolare con la Svizzera, l'Austria e la Slovenia. Le connessioni alpine sono complesse dal punto di vista tecnico a causa delle quote elevate dei valichi, ma le valli principali — Aosta, Trento, la Valle dell'Adige — offrono percorsi che consentono il transito anche per cicloturisti non esperti di salite impegnative.

A nord-est, il confine con la Slovenia è attraversato da diversi percorsi che si collegano alla rete ciclabile slovena e, attraverso di essa, alla rete balcanica e danubiana. La D2 Parenzana, che percorre parte dell'ex ferrovia istriana, è un esempio di percorso transfrontaliero condiviso tra Slovenia e Croazia con un tratto che si avvicina al confine italiano.

Fondi e programmazione

La realizzazione delle infrastrutture ciclabili in Italia è finanziata da una pluralità di fondi: risorse nazionali del Ministero delle Infrastrutture, fondi strutturali europei, contributi regionali e, per le infrastrutture urbane, fondi del PNRR. La frammentazione delle fonti di finanziamento e la molteplicità degli enti competenti ha storicamente rallentato la realizzazione di percorsi continui su lunga distanza.

La legge 2 agosto 2019, n. 28 ha istituito un fondo nazionale per la mobilità ciclistica con dotazione pluriennale, destinato a cofinanziare interventi nei comuni e nelle province. I criteri di ripartizione privilegiano i progetti che garantiscono continuità con la rete esistente e che prevedono standard tecnici minimi certificati.

Bici elettriche e cambiamento nella domanda

La diffusione delle biciclette a pedalata assistita (e-bike) ha modificato in modo significativo le caratteristiche della domanda di mobilità ciclistica, sia in ambito urbano che per il cicloturismo. Le e-bike rendono praticabili percorsi con pendenze o distanze che in precedenza erano accessibili solo a ciclisti allenati, ampliando il potenziale bacino di utenti delle infrastrutture ciclabili.

Questo cambiamento ha implicazioni tecniche sulle infrastrutture: le corsie ciclabili devono essere dimensionate per velocità leggermente superiori rispetto al passato, e i punti di ricarica lungo i percorsi diventano un elemento essenziale per garantire la percorribilità degli itinerari a lunga distanza.